Contesti: Donne famose di Bosnia

TwitterFacebookEmailPrintFriendlyShare

Contesti, raccolta di poesie cicliche 1992 – 93

(non una dedica)

Ci esportano lungo un filo spinato
fino alle cosce degli uomini
e ci vengono dentro
– a me non scoppia il cuore –

Mentre sto qui e prego scorra il sangue
della non figliolanza tremo
Lo faranno per ore fino a fermare il rosso
e lo faranno comunque fino a colmare
le voglie che anno
Lo faranno E S S I questi maschi
che credevamo uomini

Dicono che si parla di noi
Siamo tutte note DONNE FAMOSE
Un tempo c’era un sorriso colto
a segnare le parole nei giochi
Insegnavo latino Ora che imparo?
Mi gettano a un caso che non comprendo

Io avevo buona cura della casa
anche dei vecchi mi occupavo
ma questa pancia che cresce
Perché vogliono iniettarmi un figlio?

Invece io lo volevo Lo cercavo pure
Guardo questo ventre sterile
quegli uomini non lo sanno
e nonostante tutto mi assalgono

ho fatta la prostituta prima della guerra
ma dentro questa che sono?
Non vendo né mi comprano
Neppure ho pensato come per mestiere
Un secondo e come cani
hanno sbranata la preda

Ho diciassette anni
il mio ragazzo non mi ha convinta
loro sì CON LA FORZA
Mia madre rotola per terra le sparano
mia madre non darà figli

Ma non ha ancora le COSE
– ha detto un medico nel campo
L’occhio luminoso verifica
le condizioni di salute
e mi lascia ai soldati che le rovinano

* * * * *

Vedo che non ci amano ormai
Nessuna più umana vicenda per noi
Siamo donne di Bosnia
lo sanno tutti che ci hanno prese
Sembravamo agnelle e ci hanno sgozzate
Il fiume rinvigorisce di nascite
e quelle ancora ci faranno gregge
Ed è questo che vogliono alla fine
allevare macellai

Ucciderò il mio parto
Non avrò latte
Chi sei piccola mostra di carni
come potrei dirti amore
Non avrai perdite cuore sano
maschio o femmina
il mondo è pieno tua madre fuori

Io lo terrei quel parto
perché se è vivo sola io posso amarlo
Mani e unghie sozze me lo strappano
E morde anche l’aria sul mare

A me è spezzata la corda Settimo mese
Devi nascere o morremmo insieme
Vorrei essere il cadavere sotto la terra
Ma quello che voglio non è
Io sono PRIGIONIERA PER LUCIDA STRAGE ETNICA

* * * * *

Dormi dormi dormi
C’era chi era e pulisce
Ma tu dormi dormi dormi
Dormi dentro il mio respiro
sfamato dal sangue
Tu XX o XY che dovevi entrare
nella vita per ben altri passi
dormi

Riposa tu che puoi
per la mia pelle non vedere
che orrore è tuo padre
puzza d’alito e sudore
per vivere violenta le donne
neppure t’immagini del numero
di fratelli e sorelle che hai
Saprò della sua faccia
attraverso la tua
tua madre ha negli occhi
veramente troppi padri

Dirai Madre Non siamo della stessa razza
Piangerò Non le lacrime che ti diranno
ma quelle di un cuore che non conosci

La mia terra non è la tua terra
aveva un sole e poi un altro ed un altro
il primo bacio si dava per sempre

Tuo padre ha rubata l’eredità di una fata
Aveva amore tu che hai?
Madre per forza e padre per bestemmia
Odia il sangue di me che ti culla
ti mostrerà ovunque quante commedianti
ripudiate da mariti e figli piegano vestiti

Ma a te si fermerà la frase nel cuore
se apparterrai alla mia solitudine
e
figlia o figlio
ti narrerò la favola dell’amore materno

Ed è così che sarò viva
Voglio approdare alla faccia del DOPO
Qualunque cosa mi facciano e l’hanno già fatta
Io darò i nomi i cognomi l’impronta delle mani
il numero delle scarpe il colore degli occhi
le rughe e le indecenze di tutto il corpo
Facciano un palco i signori del mondo
questa donna ha tutte le luci per lo spettacolo

SIAMO e VERE
se eravamo SIAMO DIVENTATE
Le Donne Famose di Bosnia

Si illudono che un silenzio non abbia forma
siamo andate e tornate dalla morte
come contrabbandiere alla frontiera

C’è chi fa attenzione a noi
come ad una malattia infettiva
Stiamo nella piaga di un mondo BRUTTO & CATTIVO

Abbiamo una tessera di disconoscimento
dateci ORA una morale che superi il NOSTRO dolore

MA CHI ERANO CONTRO DI NOI

Da questa parte del mare
Noi siamo LATERRA violata

MA CHI ERANO CONTRO DI NOI

Da questa parte del mare
Noi siamo Tutto quello che hanno fatto

Noi veglieremo noi narreremo noi imprigioneremo
Abbiamo della Giustizia una necessità che supera
l’abitudine di ogni Porta del Globo al condonare

Mai sarà rinnegata la madre PER UNA VOLTA
Sconterà il padre le colpe del padre
Tutto
i
figli
e
le
figlie
verranno
dopo

TwitterFacebookEmailPrintFriendlyShare

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

we are only human *