Contesti: Sissignore

Contesti, raccolta di poesie cicliche 1992 – 93
- Sissignore, il cappello va tenuto sempre in testa, il passo la marcia, le poche parole.
- Sissignore, l’onore dell’uomo con la sciabola, la salvezza, il buon dio non ci tormentano più.
"La notte è scesa, Sissignore, l’ho vista. Aveva piedi come noi."
- Nossignore.
- Sissignore, noi abbiamo le scarpe pesanti.
"La notte no. La notte è scalza."
- Sissignore, la mia immagine è stupida. La mia testa vuota. La fortuna una donna cui abbiamo negato l’accesso.
- Sissignore i miei tacchi sono uniti, le mie spalle sono dritte, lo sguardo fiero. Le labbra dicono di non dire e non dicono.
- Sissignore le unghie sono d’ordinanza, i denti, le orecchie, la schiuma da barba, la bocca, la schiuma alla bocca.
- Nossignore.
- Sissignore, la mia voce non va bene.
- Sissignore, laverò la mia voce, schiarirò la gola e i miei pensieri.
- Sissignore, non penso di pensare.
- Sissignore,
- Sissignore.
"Sissignore, lungo i muri bianchi, affaticato dagli specchi simili, lucidato dai miei simili."
"Sissignore, non si osa mai, qui o altrove."
"Sissignore legato alla vostra ancora."
"Ma signore, Sissignore, la notte è qui. È una donna sconvolta, le nostre porte la chiudono fuori, e lei entra dalla finestra."
"Sissignore sono i miei pensieri ad uscire dalla finestra. Le vanno incontro."
- Sissignore, gli incontri con le donne sono proibiti nell’Accademia. Ma noi, non stiamo qui.
- Nossignore,
- Sissignore, non ci sono mani. Gesti risoluti come si convengono.
- Sissignore, uomo d’armi.
- Sissignore, uomo, forte uomo.
"Sissignore, sostienimi in un’altra casa lungo pareti meno lisce."
- Sissignore, niente piastrelle.
"Sissignore, c’è musica d’organo."
"Sissignore, una sirena danzi di più sulle note e si faccia vedere dietro i vetri."
- Sissignore, sul mare, noi, uomini per mare. Niente gomene e vele, vele che portino il vento, e vento,
- Sissignore, maestrale.
- Nossignore, non conosco la direzione dei venti.
"Sissignore, la imparerò, imparerò la terra e il mare e lo scoglio di fronte e l’angoscia del dentro."
- Sissignore, maschio giovane. Maschio interessante, ufficiale, si, carico di aspirazioni. Medaglie, medagliere, quadri di velluto e spille forti, e teniamo su le medaglie e agli angoli niente polvere.
- Sissignore, quanti tipi di polvere conosco?
- Sissignore, la polvere da sparo, la polvere ... la polvere. La cenere.
- Sissignore, la cenere. I morti.
- Nossignore, no. Sono vivo. Vivo, Sissignore
“e questo cemento a scacchi si finge granito, ed è pietra tombale che si rinchiude."
"Di fuori, Sissignore, lungo i nostri muri c’è muschio e vecchia erba ripetuta, e cemento di cattedrali con meno onore."
- Sissignore, non sono un uomo buono.
- Sissignore, sarò forte e nessuno s’impensierirà. È inverno, non c’è sudore sulla fronte.
- Sissignore, rido delle lacrime.
"Sissignore, c’è la Domenica, la franchigia, la strada e un’altra e poi la via interna e la scala da salire dietro la porta che si apre e, da un’altra finestra, guardavo,"
- Sissignore, un altro mare.
- Sissignore, un altro mare.
- Sissignore non ha fiato per dire altro.
- Sissignore, non dico niente.
- Sissignore non dico nessuno.
- Sissignore, dico lei, la notte, la mia sfuggita, la sembiante.
- Sissignore, niente parole che non siano le poche parole e il passo, la marcia.
- Sissignore, non sono del primo anno.
- Sissignore, che sono andato per l’Accademia strisciando i piedi e non me ne vergogno.
- E, Sissignore, che gliela faremo vedere. Che le faremo piangere.
- E Sissignore che quelle dannate donne qui non possono entrare.
- E, Sissignore che resto e che dove vado se ho il tè alle cinque e ceno con la torta e i duecento uomini del Mare e dei galloni e degli alamari.
"E, Sissignore che la terra è morta sotto gli alberi, e quelli non se ne sono accorti, e che..."
- Sissignore, fa caldo, fa freddo, non fa niente.
- Sissignore, fa tutto.
"Sissignore, che se mi tiene per mano, mi butto dalla finestra alta, e c’è un colore in più sul fondo del nostro quadrato d’aria, circondato dal nostro quadrato e profondo delle nostre case."
- Sissignore, le nostre case.
- Sissignore, senza cucina.
- Sissignore, senza tende.
- Sissignore, senza ordine.
- Sissignore, senza di me.
"Sissignore che essere o non essere non è un dilemma."
- Sissignore, che avremo del tempo e della buona speranza.
"Sissignore che mi hanno aggredito alle spalle, e, Sissignore, ero in bagno, e, Sissignore, cose così non succedono nella nostra Accademia."
- Sissignore, che sono nato e che c’è un certificato bianco e nero come la nostra casa, come la nostra Accademia.
- Sissignore, che ho visto il cielo anche di giorno e non l’ho amato meno della notte.
- Sissignore, che ho cose da uomo e non le dico,
- sissignore, quanto è forte un uomo che non le dice e,
- Sissignore, so di non dirle?
"No, Sissignore so di non darle.
"Sissignore, che non ci sono.
"Sissignore, che ci sono sempre.
- Sissignore, che ieri sanguinava sotto il mio cappello, sotto il nostro orgoglio, dentro la nostra divisa, trattenuto dalle nostre scarpe.
- Sissignore, che domani starò in riga.
- Calpesterò, Sissignore, calpesterò gli alberi, e il legname della nave.
- Sissignore, che amo le navi.
"Sissignore, che quello che è dentro di me l’ho già detto a tutti e nessuno m’ha udito.
"Sissignore, che mi maledico e mi benedico.
"Sissignore, potessero impiccarmi, prendermi con le loro brave mani e porre fine alla mia brava vita.
- Sissignore che sono un selvaggio.
- Sissignore che la forza dei muscoli e lo sguardo d’un uomo d’Accademia.
"Sissignore, che ho visto piangere, e ho visto nascondersi, e ho visto inseguire, e ho visto e non ho detto nulla, e non ho detto Sissignore.
"OH Sissignore, che hai le nuvole, falle scendere su di noi, porta via i tuoi uomini d’Accademia. Depositali allo scoglio. Deposita una riva bassa di rocce.
"Sissignore, dacci un colle e una mattina senza giorno e una vita senza scopo e una tempesta mentre tiriamo in secca le barche.
"Sissignore, facci stare vicini, urtarci nella ricerca e nella mostra che facciamo ai...
- Sissignore ogni giorno dietro quell’altro.
"Sissignore, che ti ringrazio e non ti ringrazio e non ho dolori per sentire quello che sento.
"Sissignore, che tutto si completa e nessuno avrà un figlio.
"E, Sissignore, era per starti vicino, per avere tre giorni della tua pace e del silenzio.
"Sissignore, i capelli lungi e i colori, che, Sissignore non siano della natura ma della gente.
"Sissignore, la gente che si vergogna in più spazio, in maggiore spazio. Nello spazio che, Sissignore, si riprenderà il mio Sissignore e me lo restituirà senza poterlo riconoscere.
- Sissignore, continuerò ad obbedire senza sapere l’ordine.
- Sissignore, ho piegato un ginocchio insieme all’altro, e le scarpe erano alte, ferivano le caviglie. Ma sono arrivato fino a terra. Sono approdato così, a questa che può essere la mia riva,
- Sissignore. Ho lasciato quel resto, il mio, che fa vista di sé.
- Sissignore, non avevo labbra,
- Cancellate, Sissignore, cancellate
- Ma Signore, non avevo cuore, eppure, pregavo.
...nell’anno in cui, e dell’altro.